ottobre 1943

Le notizie riportate in verde provengono da fonti diverse non coincidenti

Le notizie riportate in blu sono ancora in fase di verifica

Le notizie che terminano con (AS) sono riportate anche nell’atlante delle stragi

 

1 ottobre (venerdì) = scontro a fuoco, sulle alture di San Pacifico, sopra San Severino, tra uomini del gruppo “Mario” e militari tedeschi. Il gruppo riesce a sganciarsi; secondo Depangher i tedeschi lasciano sul terreno qualche morto, ma non ci sono prove di vittime tedesche.

Un reparto del gruppo “Nicolò” assalta un silos nella zona di Piano di Pieca (San Ginesio) e preleva 55 quintali di grano.

Esce a Pesaro “Repubblica” settimanale della federazione fascista repubblicana.

Il maresciallo dei carabinieri di San Severino, GIORDANO Antonio, già in combutta con i partigiani del gruppo “Mario”, viene arrestato ma riesce rocambolescamente a fuggire.

A San Severino, nei pressi della gola delle grotte di S. Eustacchio località Valle dei Grilli, viene ferito mortalmente dai tedeschi il contadino GAZZEROTTI Umberto, intento a fare legna ma renitente alla leva. Muore la sera stessa all’ospedale di San Severino.

 

2 ottobre (sabato) = il Corriere Adriatico pubblica la notizia della ricostituzione della federazione fascista repubblicana di Pesaro.

I tedeschi occupano il campo di Servigliano.

A Pesaro si forma la Guardia Nazionale sotto la guida di RICCI Ottavio e ARCECI Alfredo.

Fucilato in piazza ad Amandola il militare BIONDI Angelo, trovato in possesso di un’arma inutilizzabile, viene prima percorso e torturato. Un suo compagno, Scrofani Francesco, catturato assieme a lui viene salvato grazie all’intervento disperato della moglie nativa del posto. (AS)

Ucciso dai tedeschi VIOZZI Nicola mentre dal campo di Servigliano cerca di rifornirsi di viveri, sua moglie, LATTANZI Marina pure colpita, muore il 9 dello stesso mese.

 

3 ottobre (domenica) = alle prime luci dell’alba inizia la battaglia di Colle San Marco, truppe tedesche e fascisti attaccano la sommità del monte dove si sono rifugiati diversi militati sbandati e alcuni cittadini. Alle ore 10 circa una forte scossa di terremoto è avvertita nella zona e ferma momentaneamente l’azione delle truppe tedesche. Lo scontro riprenderà subito dopo e si protrarrà fino al tardo pomeriggio.

Costituzione del PFR (Partito fascista repubblicano) ad Ascoli.

Durante lo scontro sul colle San Marco perdono la vita: BIONDI Luigi (studente), BIONDI Vincenzo (ferroviere), CELLINI Serafino (militare) (Medaglia d’oro al valor militare-MOVM), CIABATTONI Emidio (muratore), FERRI Luigi (operaio), GALIE’ Narciso (dipendente comunale) (Medaglia d’argento-MAVM), GIOVANNELLI Marcello (agricoltore), GRIFI Carlo (studente universitario ucciso anche se non combattente), MARUCCI Pietro (carabiniere MAVM), NERI Giacinto (militare MAVM), PAGLIACCI Antonio (agricoltore), PALIOTTI Francesco (falegname), PANICHI Alessandro (studente universitario MOVM), RIGANTE’ Adriano (militare MAVM).

Nel complesso i morti degli scontri del San Marco ammontano a più di trenta. Oltre ai 14 dell’elenco di cui sopra altri catturati verranno uccisi nei giorni successivi (uno addirittura sarà fucilato a Roma il 22 dicembre). Di alcuni di loro purtroppo non è stato possibile risalire alle generalità, molto probabilmente perché prigionieri stranieri evasi o soldati italiani sbandati ma non della zona. Un elenco dell’Anpi di Ascoli riporta otto sconosciuti caduti tra il 3 e 5 ottobre, quattro indicati come pastori e quattro presumibili prigionieri inglesi.

 

4 ottobre (lunedì) = rastrellamento nella zona di Acquasanta, comprende le frazioni di Umito, Pozza e Pito. Viene arrestato il parroco di Fleno (altra frazione di Acquasanta) don ORSINI Giuseppe, accusato di propaganda antifascista; in realtà con il nome di battaglia “VON BOCH”, da tempo aiutava giovani renitenti e partigiani nascosti.

A Fabriano viene asportato il materiale che servirà per la pubblicazione del giornale clandestino “La Riscossa”.

Si costituisce a Pesaro il CLN che decide la costituzione della Guardia Nazionale in tutta la provincia.

Si costituisce il fascio di Jesi.

Operazione “Nebbia” la flottiglia di motopescherecci di San Benedetto è trasferita all’insaputa dei tedeschi a sud nel porto di Bari, preparano l’azione il tenente dei carabinieri Dalla Chiesa Carlo Alberto il guardiamarina Nebbia Giovanni e il capo partigiano Postiglione Italo. Notizia già riportata il 25 settembre.

 

5 ottobre (martedì) = riattivato per ordine del comando tedesco il campo per prigionieri di guerra di Servigliano, dove adesso vengono internati gli ebrei presenti in provincia.

Fucilati a Pagliericcio di Villa Lempa (Teramo) i catturati del colle San Marco: ANGELINI Dino (studente MAVM), ANGELINI Silvio (agricoltore MAVM), BARTOLOMEI Emidio (militare MAVM), FEDERICI Marcello (studente MAVM), ROZZI Emidio (fattorino), SPATARO Salvatore (militare).

Nei pressi di Cerqueto di Civitela del Tronto (Teramo) le altre vittime, sempre fermati sul San Marco: CAGNETTI Paolo (commerciante/artificiere), CIAMPINI Natale (agricoltore), COSSU’ Antonio (militare MAVM), LELLI Attilio (pescatore), PACI Roberto (militare), PAGLIACCI Pietro (agricoltore, il padre di Antonio morto il giorno 3).

Nel tardo pomeriggio, nella frazione San Lorenzo di Treia, CANTARINI Giovanni viene ucciso da ignoti militari tedeschi accompagnati da un ufficiale della milizia volontaria con funzioni da interprete, in quanto scambiato per un paracadutista inglese, mentre cercava solo di avvertire il figlio dell’arrivo dei tedeschi. Fu ritrovato in terra ancora con la pipa in bocca, a dimostrazione del fatto che i tedeschi hanno sparato senza accertarsi della sua identità. (AS)

 

6 ottobre (mercoledì) = si costituisce ad Ancona il fascio repubblicano con la prima assemblea al palazzo del Littorio, federale è eletto DILETTI Rolando pilota dell’esercito.

Paracadutati otto inglesi, nei pressi del monte San Vicino, con il compito di portare in salvo i prigionieri fuggiti dai campi di prigionia.

Allo scalo ferroviario di Jesi rinvenuti manifestini antifascisti (uno del movimento “Italia Libera”).

 

7 ottobre (giovedì) = il gruppo “Eremita” attacca per la seconda volta la caserma del 50° fanteria di Matelica, per recuperare armi e vettovagliamento.

 

8 ottobre (venerdì) = muoiono nei pressi di Serradica (Fabriano), per lo scoppio di un ordigno con cui stavano giocando, due dei figli di POETA Luigi (sfollato da Roma), mentre un altro figlio e un cuginetto rimangono invalidi.

 

9 ottobre (sabato) =

 

10 ottobre (domenica) =

 

11 ottobre (lunedì) = il gruppo “Minciotti”, operativo nella zona di Chiaravalle, recupera 450 moschetti dalle caserme di Falconara.

 

12 ottobre (martedì) = sottratto grano dai silos di Pian della Pieca (San Ginesio) e in parte distribuito alla popolazione ad opera della banda “Nicolò”.

Il gruppo “Roti” asporta dal magazzino della stazione di Matelica riso e piselli secchi.

 

13 ottobre (mercoledì) = primo bombardamento su San Benedetto del Tronto, non ci sono vittime.

Il governo Badoglio dichiara guerra alla Germania. Usa Urss e Gran Bretagna riconoscono all’Italia lo status di cobelligerante.

 

14 ottobre (giovedì) = il gruppo “Batà”’ intima l’apertura di un magazzino di grano in Col di Giove (Muccia) e lo distribuisce alla popolazione della zona.

 

15 ottobre (venerdì) = muore all’ospedale di San Benedetto del Tronto SCOLASTRA Giuseppina, per ferita causata da ordigno bellico.

 

16 ottobre (sabato) = primo bombardamento su Ancona vi sono circa 240 vittime.

Bando di chiamata alle armi, ultima aliquota nati del 1924 e l’intera classe di leva del 1925.

 

17 ottobre (domenica) = si costituisce ad Urbino la sezione del Pfr.

Bombardata San Benedetto del Tronto, non ci sono vittime.

Nei pressi di Acquasanta viene investita e uccisa accidentalmente da mezzi tedeschi in transito, la piccola BRANDIMARTE Giuseppina.

 

18 ottobre (lunedì) = il gruppo “Batà” attacca il granaio sito in Villanova e distribuisce il grano alla popolazione.

Fallisce il tentativo di far saltare la galleria ferroviaria di Passo Varano per impedire il traffico ai treni tedeschi; ne sono autori alcuni intrepidi antifascisti del quartiere Tavernelle di Ancona.

 

19 ottobre (martedì) = apertura dei magazzini del grano a Frontale, Corsciano e Castel S. Pietro da parte di distaccamenti del gruppo “Mario”. Il grano in parte viene distribuito alla popolazione.

Ucciso fortuitamente dai tedeschi nella zona del campo sportivo di Pesaro il bimbo di sette anni SEVERINI Franco. (AS)

Nel bombardamento dello scalo ferroviario di Loreto muore una persona.

 

20 ottobre (mercoledì) = a seguito di bombardamento salta in aria un treno tedesco carico di munizioni fermo nella stazione ferroviaria di Passo Varano.

Le versioni sulle vittime dell’esplosione di Passo Varano sono discordanti. Per le fonti ufficiali quel giorno muoiono quattro persone e dodici sono i feriti. Nelle ricostruzioni e testimonianze abbiamo trovato i seguenti nomi di deceduti: STINCHINI Guglielmo, BELLARDINELLI Elsa, SPINSANTI Aldo (sarebbe morto il pomeriggio quando recatosi sul posto viene ucciso da un ordigno inesploso), due coniugi di Camerano (STO(U)RARI Nazzareno e Filomena), CAGNONI Edda, STERNINI Adele, GIOVAGNONI Emilio. La bimba MOSCOLONI Paola ferita gravemente agli arti inferiori muore qualche giorno dopo. Tutte le testimonianze sono concordi nell’affermare che una bimba, gravemente ferita da una scheggia alle gambe muore qualche giorno dopo, sulla sua identità però non si hanno certezze. Per alcuni è la figlia dell’alimentarista Moscoloni Dante del luogo, per altri una bimba in braccia ad una madre che cerca di scappare.

LUSIGNOLI Aldo sostituisce SCASSELLATI SFORZOLINI Franco come capo della provincia di Ancona.

Ucciso a Fossombrone, dal brigadiere Scartozzi Francesco il pregiudicato TRAPPOLI Astorre, in quel momento aderente al movimento partigiano.

 

21 ottobre (giovedì) = primo bombardamento su San Benedetto del Tronto, a seguito del quale perdono la vita: POMPEI Nazzareno, MARCHEGIANI Tommaso, MAZZA Nicola e SAVELLI Gennaro.

Apertura dei magazzini del grano a Poggio San Vicino da parte di uomini del gruppo “Mario”.

 

22 ottobre (venerdì) = apertura dei magazzini del grano a Serralta da parte di uomini del gruppo “Mario”.

Scoppio di una bomba a mano sul greto del fiume Tronto, zona di Acquasanta, trovata casualmente da dei ragazzi, tre di essi rimangono feriti, BUONVECCHI Angelo morirà qualche giorno dopo.

 

23 ottobre (sabato) = nominato GIARDINA Gino come commissario prefettizio del comune di Ancona, resterà in carica fino al 3 novembre per poi essere sostituito da ZAMMIT Salvatore.

Mitragliamento in località Bettolelle ferite quattro persone, il conducente di un carro, CORLEONI Aldo muore poco dopo.

 

24 ottobre (domenica) = TOMMASI Gino (Annibale) si reca a Frontale, per incontrare i componenti di quello che si sta costituendo come gruppo “Batà” e dare loro istruzioni sull’attività da svolgere. Lo accompagnano SERRANI Bruno e PONZETTI Alfredo e altri del Cln di Jesi. Sembra che nella stessa giornata alcuni uomini del gruppo abbiano uno scontro con dei fascisti mentre cercano di aprire un magazzino granario sulla strada Apiro-Frontale.

Sbarcano a nord di Pedaso, BALDELLI Goffredo, ACCIARINO Aldo e LUCHETTI Ferdinando con una radio trasmittente.

 

25 ottobre (lunedì) = a Cantiano lo slavo FRANIO Simac fuggito dal campo di concentramento di Renicci (Arezzo) spara al volto della guardia forestale CONTI Ubaldo, che non vuole consegnargli le armi, ferendolo. Questo fatto viene considerato la prima azione partigiana del pesarese.

Componenti dei gruppi “Roti” e “Mario” attaccano Villa Spada di Treia in mano ai militi della Rsi, asportano armi, viveri e liberano dei prigionieri africani.

Il gruppo “Mario” si trasferisce a Valdiola per provvedere all’istruzione militare dei suoi componenti. La sistemazione in questo nuovo rifugio fa parlare di banda della “Valdiola” ma in realtà si tratta sempre di componenti del gruppo “Mario”.

Muore un soldato tedesco durante un attacco aereo lungo la strada San Severino-Tolentino.

 

26 ottobre (martedì) = raggiunge le Marche un’altra missione alleata comandata da UGUCCIONE Ranieri che si occupa particolarmente dell’organizzazione della RAT Line (percorso di fuga per i prigionieri alleati).

Ad Osimo vengono arrestati, per motivi politici, l’avv. CANAPA Giannetto, l’editore BARULLI Brenno ed il caffettiere MENGARELLI Giambattista, subito trasportati nelle carceri di Ancona.

Bombardata Ancona, zona stazione e rione Palombella. Bombardato anche l’aeroporto di Falconara, si contano delle vittime tra i soldati tedeschi.

 

27 ottobre (mercoledì) = arrestato il conte FIORENZI Dino, esponente del Cln per il Pli, sarà rilasciato due giorni dopo.

 

28 ottobre (giovedì) =

 

29 ottobre (venerdì) = mitragliato l’aeroporto di Loreto.

 

30 ottobre (sabato) = bombardata località Aspio di Ancona e bombardato di nuovo aeroporto di Loreto.

 

31 ottobre (domenica) = mitragliata la clinica “Villa Maria” del prof. Caucci Alberto ad Ancona.