gennaio 1944

Le notizie riportate in verde provengono da fonti diverse non coincidenti

Le notizie riportate in blu sono ancora in fase di verifica

Le notizie che terminano con (AS) sono riportate anche nell’atlante delle stragi

 

1 gennaio (sabato) = risultano essersi sottoposti a visita di leva nelle Marche, 1456 reclute, 56 sottoufficiali volontari e 51 soldati volontari.

 

2 gennaio (domenica) = a San Pietro in Calibano, la popolazione unita libera un renitente, catturato da militi fascisti.

 

3 gennaio (lunedì) = disarmo dei carabinieri di Serravalle del Chienti da parte della banda che agisce nella zona. L’azione avviene nella notte, iniziata il 2 si conclude il 3.

Muoiono a Pesaro sotto i bombardamenti alleati cinque persone: PAGNINI Ettore, la moglie PEDINI Genoeffa, la loro nuora RIDOLFI Ilde con i figli Marcello e Giancarlo.

 

4 gennaio (martedì) = assalto alla caserma della Gnr di Camerino, e nella stessa giornata prelevamento di armi da quella dei carabinieri, sempre di Camerino, con l’accordo del loro capitano GABRIELLI Vittorio (partecipano all’azione uomini della banda di Massaprofoglio guidata da KOMPANJET Zoran, e, a maggioranza, appartenenti al gruppo di Foligno comandato dal ten. CANTARELLI Antero).

Durante l’assalto alla caserma della Gnr di Camerino muore il milite BENEDETTI Giuseppe.

Ucciso, probabilmente colpito più volte con un mattone, il contadino SGATTONI Guido in contrada Ragnola di Porto d’Ascoli.  Si oppone con decisione alla requisizione di propri generi alimentari da parte di tedeschi e fascisti. (AS)

 

5 gennaio (mercoledì) = ultima riunione del Comitato esecutivo dei cittadini urbinati.

Tentativo fallito di liberare i prigionieri dalle carceri di Macerata. Vi partecipano alcuni antifascisti della zona: SARTI, CABASCIA, CRUCIANELLI, DE ANGELIS e altri.

Disarmo dei carabinieri di Pievebovigliana da parte della banda di “Serravalle” con l’appoggio di appartenenti alla banda di “Massa”. (secondo la Questura l’azione avviene il 7).

Assalto da parte di alcuni individui armati alla caserma dei carabinieri di Cantiano. Sembra esistesse un accordo preventivo con il maresciallo della stazione che all’ultimo cambia idea e fa fallire l’attacco.

 

6 gennaio (giovedì) = dopo l’assalto alla caserma di Camerino vengono arrestati, nella stessa cittadina, gli antifascisti: l’avvocato SECONDARI Biante, il prof. REGNO Getulio, l’operaio RIGHINI Elio, l’infermiera ROMAGNOLI Nella, LUZI Luigi e gli studenti CASTRIOTA Felice, FRANCUCCI Emidio e SERRI Emilio Camerino. Inoltre, vengono fermati e interrogati i medici FLORIS e TESTOLIN sospettati di curare i partigiani.

Muore a Castelsantangelo sul Nera lo slavo LAKOVIC Krsto, considerato partigiano.

 

7 gennaio (venerdì) = a Jesi in una via principale, viene lanciata da sconosciuti, una bomba contro tre militi della Gnr che restano leggermente feriti.

A Tolentino la folla, in prevalenza donne, libera un renitente appena arrestato.

Rinvenuto, a Montefano, un manifestino del PdA.

 

8 gennaio (sabato) = la Commissione provinciale per il confino condanna: VICHI Antonio, SERRANI Bruno e CAROTTI Pacifico al divieto di risiedere a Jesi; CONTUZZI Pietro a due anni di confino. SERRANI viene internato nel comune di Senigallia.

Attacco, con lancio di bombe a mano, della caserma della Gnr di Pesaro, autori due gappisti.

Cacciatorpediniere inglesi, dopo aver sparato colpi su Ancona città, colpiscono lo stabilimento Montecatini di Marina di Montemarciano e la stazione ferroviaria della stessa località.

 

9 gennaio (domenica) = a Chiaravalle, dinanzi alla caserma dei carabinieri, e ad Agugliano e Polverigi davanti al palazzo comunale vengono rinvenuti manifestini di propaganda del Pd’A e del movimento “Italia Libera”.

Bombardata Ancona zona del porto e quartieri Guasco e Archi, ci sono nove civili morti (tra i quali PUCCI Mario milite della Rsi) (altre fonti parlano di 17 vittime) i feriti sono comunque numerosi.

 

10 gennaio (lunedì) = costituzione, nel pesarese, dei distaccamenti partigiani “Picelli” e “Gramsci”.

Disarmo carabinieri di Pioraco da parte della banda di “Serravalle”.

A Potenza Picena rinvenuti affissi ritagli di giornali antifascisti.

Assalto alla caserma dei carabinieri di Fiuminata, scontro a fuoco e presunti partigiani allontanati.

I partigiani del gruppo “Vera” (affiancati da una squadra del gruppo “Nicolò”) occupano momentaneamente San Ginesio e costringono il podestà a distribuire gratuitamente il grano alla popolazione. (secondo la testimonianza del vice di Pantanetti, Del Missier, che partecipa all’azione, la stessa si svolge l’11 gennaio).

Scassinato un ammasso a Matelica da un gruppo armato e asportato olio.

Bombardata Porto S’Elpidio da navi inglesi, muoiono due persone.

 

11 gennaio (martedì) = assalto alla stazione dei carabinieri di Montegranaro da parte di ex prigionieri inglesi guidati dall’italiano MALLOGGI e recupero del materiale paracadutato dagli alleati due giorni prima, ma inizialmente consegnato ai carabinieri.

Scontro sulla provinciale Albacina-Matelica tra tedeschi e un gruppo slavo, comandato da SCHEBON Tommaso, facente parte della banda del capitano TOMASSINI Augusto.

Mitragliata da aerei inglesi, nei pressi di Villa Potenza la corriera di linea San Severino–Macerata, nessuna vittima.

Bombardata Falconara zona stazione ferroviaria, distrutta officina Barchiesi specializzata costruzione frigoriferi (secondo alcuni fonti ci sono diversi morti); bombardata la frazione di Paterno (Ancona) con un morto. Mitragliata la zona di Torrette di Ancona con due vittime, una risulta il cantoniere ferroviario avventizio ANDREONI Altero.

Bombardata Fabriano; bombardamento molto intenso che causa ingenti danni e 64 vittime.

Scontro a fuoco a San Ginesio tra partigiani e nazi-fascisti (per i fatti del giorno prima i fascisti cercano di riprendersi con la forza il paese); restano sul campo sette nazi fascisti, due partigiani slavi RADAVANOVIC Djoko e BANASCERIVI (o BANASCEVIC) Zubo e due giorni dopo a seguito delle ferite muore il partigiano STARNONI Italo, tutti e tre facevano parte del gruppo “Vera”.

 

12 gennaio (mercoledì) = attacco partigiano al presidio della Gnr di Comunanza.

Il Gap di Belvedere Ostrense sequestra due macchine e sei biciclette al commissario prefettizio del paese, per poi cedere i mezzi ai gruppi di montagna.

Il gruppo partigiano di “Grottammare” fa deragliare, nei pressi della stazione di Pedaso, un treno, carico di materiale bellico e di truppe tedesche. Sono danneggiati alcuni metri di ferroviera e il transito resta interrotto per qualche giorno.

Rastrellamento fascista a San Ginesio, a seguito dei fatti dei giorni precedenti, viene ucciso un civile MICONI Giulio, perché con problemi all’udito, non risponde prontamente ad un’intimidazione. (AS)

Ucciso a Montalto, da partigiani, il veterinario slavo ALTARAC Eliseo reo di aver ucciso il comandante partigiano BIAGGI Umberto (vedi 22 dicembre).

 

13 gennaio (giovedì) = vari mitragliamenti in provincia di Ancona da parte di aerei alleati, in uno di questi muore un sergente tedesco nei pressi di Castelplanio.

Muore durante un bombardamento il civile CICCOLINI Salvatore, sul ponte Metauro a Fano.

Muore a Marotta il contadino GAVAGNI Giannetto ucciso da un mitragliamento alleato.

 

14 gennaio (venerdì) = incontro a Castelferretti, presso l’abitazione di MASSI Nazzareno all’interno del castello medioevale, presenti membri del Cln delle Marche ed emissari del governo del sud, si vara lo statuto delle formazioni patriottiche (documento di cui sono scomparse le tracce).

Attacco partigiano alla caserma dei carabinieri di Monte San Pietrangeli, irruzione dei partigiani nel campo di concentramento di Servigliano e liberati circa 200 internati, tra i quali numerosi ebrei pronti per l’internamento in Germania.

Interrotta linea ferroviaria Pesaro-Urbino per scoppio di un ordigno.

 

15 gennaio (sabato) = primo bombardamento su Fano, nella notte, durante il quale perde la vita RIGHI Maria.

Elementi del gruppo “Porcarella” fanno saltare 120 metri di binario della ferrovia Ancona-Fabriano nel tratto Albacina-Valtreara.

Assaltate le abitazioni del podestà e del segretario comunale di Ussita e asportate armi.

Affissi e sparsi per le vie di Macerata manifestini di carattere antifascista.

Cade una fortezza volante in avaria in località Col de’ venti di Muccia.

 

16 gennaio (domenica) = partigiani dei gruppi ascolani attaccano la caserma dei carabinieri di Santa Vittoria in Matenano e fermano il treno Amandola-Fermo. Azioni che hanno lo scopo di recuperare armi.

Primo lancio alleato per il Cln di Tolentino, sei mitra. Recuperati grazie alla macchina messa a disposizione dal dott. APOLLONI

Ucciso a Castelletta CAVALIERI Adolfo con un colpo di pistola, si ignorano gli autori e i motivi.

 

17 gennaio (lunedì) = scontro a fuoco a Fossombrone tra carabinieri e sconosciuti, un carabiniere rimane gravemente ferito.

Bombardato dagli alleati il centro di Chiaravalle, giorno della fiera di San Antonio Abate, si contano circa 150/200 morti, 161 identificati (tra di essi il partigiano NISI Ubaldo). Secondo i vigili del fuoco di Ancona i morti sono 180 oltre a sedici militari tedeschi.

A Jesi viene ucciso, da partigiani, lo squadrista e fondatore del fascio repubblicano, BLASETTI Antonio.

Muore a seguito bombardamento alleato, a Villa Ascoli nei pressi di Montemarciano (località Vigneto), PANIGONI Mario, con lui anche tre militari tedeschi.

 

18 gennaio (martedì) = convegno a San Maroto vicino Fiastra, promosso da Tommasi per organizzare le bande del maceratese. Sono presenti tra gli altri Mario Pianesi, Rodolfo Sarti, il capitano Gabrielli, i fratelli Ferri, il capitano Valerio e Pietro Capuzi.

A San Ginesio appartenenti al gruppo “Vera” (ancora chiamato “Morichella”) sottraggono armi da un camion tedesco giunto in paese.

 

19 gennaio (mercoledì) = attacco alla caserma dei carabinieri di Montecarotto, da parte di due distaccamenti partigiani, uno del gruppo “Polli” e uno dei “Lupi di Serra”. Nell’azione resta ucciso un milite della Gnr, ARCHETTI Athos e ferito un passante. I partigiani attaccano anche l’abitazione del commissario prefettizio CAPPELLINI Attilio. (secondo altre fonti l’attacco avvenne il giorno 20).

Primo bombardamento alleato su Jesi. Ci sono cinque morti civili (uno è un lavoratore dell’aeroporto) e alcuni feriti.

Il gruppo “Gramsci”, in collaborazione con il Gap di Pergola, occupa Belliso Solfare, disarma i carabinieri e fa saltare i trasformatori della centrale elettrica paralizzando i lavori della miniera.

 

20 gennaio (giovedì) = attacco partigiano alla caserma dei carabinieri di Servigliano.

Una squadra del “Gramsci” compie un’incursione a Pianello di Cagli, per recuperare cibo e indumenti. Per non essere sorpresi, mette fuori uso le linee di comunicazione.

Attaccata la caserma dei RRCC di Serra de Conti dal Gap locale, con l’appoggio di alcuni elementi del Gap di Ostra. L’azione è coordinata e comandata dal capo partigiano “Alba”.

Arrestato dai tedeschi don CELLI Giuseppe parroco di Secchiano (Cagli), è accusato di dare ospitalità a prigionieri fuggiti dai campi di concentramento. Dopo varie peripezie, sarà internato a Mauthausen, dove morirà nel dicembre dello stesso anno.

 

21 gennaio (venerdì) = scontro nei pressi di Albacina tra partigiani del gruppo “Porcarella” e nazi-fascisti che lasciano sul terreno tre morti.

Sbarcano alla foce del Tenna il generale di brigata della riserva MELIA Salvatore (Man), con lui il capitano ANGERILLI Arnaldo (Alessio) e il sottotenente ROSATI Vincenzo.

A Montecchio (Pesaro) i partigiani fanno saltare un deposito di mine, muoiono oltre trenta persone, tra civili e militari (un tedesco).

Muoiono, a seguito di un mitragliamento aereo alleato, l’ing. CROCE Gasbarro, procuratore dei cantieri navali e IACHINI Leonetta, sulla strada da Filottrano ad Osimo.

Muore il colono CHIAPPETTI Americo, di Morro d’Alba, per le percosse ricevute il 17 gennaio da parte di militi repubblichini a Chiaravalle. Si era rifiutato di rimuovere le macerie dopo il bombardamento.

 

22 gennaio (sabato) = sbarco alleato ad Anzio.

Attacco, da parte del gruppo partigiano “Piobbico”, al presidio della Gnr di Comunanza. Asportati armi e viveri, catturate cinque guardie repubblichine, poi fucilate sul ponte del torrente Vatemastro presso Amandola e i cadaveri gettati dal ponte (TOSI Felice, BARADINI Romeo, PALERMI Emidio, GALANTI Giovanni e ALESI Alfredo).

Il gruppo “Tana” attacca con bombe a mano un treno di sei vagoni, di cui quattro carichi di zolfo, alla stazione di Melano (Fabriano), il convoglio è interamente distrutto.

Catturato durante uno scontro nei pressi di Camerino, il comandante la banda di “Serravalle” PENNA Venanzo, trasportato nelle carceri di Macerata sarà liberato dopo il bombardamento del 3 aprile.

Bombardata Jesi, subito sono estratti dalle macerie due morti, mentre una donna (STAFFOLANI Giulia) viene estratta dalle macerie otto giorni dopo. (secondo i vigili del fuoco il bombardamento ha luogo il 21).

 

23 gennaio (domenica) = pattuglia a cavallo del gruppo “Porcarella”, sulla strada Albacina-Serralta, uccide due tedeschi.

Durante la notte tra il 22 e 23 vengono affissi quattro manifestini antifascisti, nel centro di San Ginesio.

Ad Ostra vengono prelevate, da partigiani, due automobili di privati.

Bombardata, da aerei alleati, Urbania. Si contano circa 250 morti e oltre 500 feriti, subito dopo il bombardamento i cittadini insorgono contro il presidio repubblichino.

In località Cesolo (San Severino) viene ucciso, dai partigiani del “Mario”, il milite della Gnr, CAMBIO Luigi.

 

24 gennaio (lunedì) = il gruppo “Picelli” prende per alcune ore il controllo di Cantiano, (gli storici di Cantiano non riportano questo fatto, ne parla solo Mari, mentre Ricci lo fa ricadere al giorno 9 con il ferimento mortale di un fascista!!!).

Assalita la caserma dei carabinieri di Fiuminata, scontro a fuoco, vinto dai partigiani senza vittime, asportate armi e vettovagliamento.

Muore nei pressi di Pievetorina il patriota MARINI Gabriele, studente in giurisprudenza di 21 anni, probabilmente a causa di un incidente, mentre è di guardia a dei banditi che si erano fatti passare per partigiani.

Risultano morti a San Ginesio due slavi BABUK Pago e HUMCOBE Boko (non ci sono azioni militari in quel giorno nella zona di san Ginesio, forse la morte dei due è da collegare all’uccisione di BIAGGI Umberto!!!).

 

25 gennaio (martedì) = affissi a Sarnano volantini antifascisti.

 

26 gennaio (mercoledì) = ad Appignano un gruppo di popolani occupa gli uffici municipali, per protestare contro la mancata distribuzione di zucchero e olio.

Appartenenti al gruppo “Porcarella” attaccano una colonna tedesca nei pressi della stazione di Genga. Nello scontro risultano morti un capitano e cinque soldati; altri due tedeschi vengono uccisi nei pressi di Moscosi sempre da uomini dello stesso gruppo.

Lancio alleato alla Porcarella (Poggio San Romualdo), secondo Sarti è il primo. È presente “Annibale” che distribuisce le armi a seconda delle esigenze dei gruppi, ne beneficiano di sicuro i gruppi “Porcarella” e “Mario”.

Colpito alla testa con una spranga di metallo, in località Palombare, il comandante dei vigili urbani di Ancona BUCCI Elpidio, morirà il 29 all’ospedale di Ancona. Il delitto viene rivendicato nel dopoguerra dai partigiani (Anpi), per l’attività filotedesca del comandante.

 

27 gennaio (giovedì) = nei pressi della stazione ferroviaria di Serra San Quirico, attaccata dai partigiani una macchina tedesca e ucciso un capitano delle SS.

Assalto partigiano ai magazzini dell’ammasso di Monte San Martino, asportato grano che in buona parte viene distribuito tra la popolazione.

Affissione di volantini di propaganda comunista a Matelica.

Apertura ammassi di grano a Cesi di Serravalle, da parte di un gruppo partigiano.

Fatti saltare, da sconosciuti, tralicci della luce a Mondolfo.

Ucciso il milite della Rsi, CAMPANARI Leo, da partigiani slavi. Il suo corpo viene ritrovato il giorno dopo in località Marnacchia (Amandola).

 

28 gennaio (venerdì) = assalto partigiano al posto della 15^ legione milizia di artiglieria contraerea di Montefano in località Settefinestre, asportate armi e munizioni.

Ad Esanatoglia rinvenuti affissi manifestini di propaganda antifascista e antitedesca.

Muore, a seguito colpi di moschetto, sulla provinciale Fabriano-Falconara, ALESSADNRI Liliana moglie dell’ing. Paoletti, che rimane ferito.

Ad Ostra membri del locale Gap, uccidono un tenente tedesco, e feriscono un altro militare oltre un’interprete.

 

29 gennaio (sabato) = attacco partigiano alla caserma dei carabinieri di Monte San Vito.

Apertura del silos di Apiro per distribuzione alla popolazione e attacco alla caserma dei carabinieri, segue scontro a fuoco con feriti, ma i carabinieri non si arrendono.

Partigiani, alla testa della popolazione saccheggiano il magazzino dell’ammasso di Vallestanca in comune di S. Angelo in Pontano, asportano circa 138 quintali di grano. Nello stesso giorno in frazione Magli e Pilotti di Penna S. Giovanni un gruppo armato penetrata nei magazzini dell’ammasso e asporta grano che distribuisce alla popolazione. (versione della Questura lo colloca il 30).

Attacco partigiano a Cantiano, viene ferito mortalmente un milite della forestale.

Bombardata Ancona, zona stazione e colline adiacenti. Per ordigni scaricati è uno degli attacchi più duri che subisce la città, i danni sono ingenti, un morto civile, un ispettore delle regie poste. Bombardata pure località Burano del comune di Fabriano, salta la linea elettrica si contano quattro morti civili: CICCARDINI Matilde, PITROSANTI Alberto, MOLINARI Vincenzo, SASSI Sebastiana.

 

30 gennaio (domenica) = attacco, dei componenti del gruppo “Lucio”, ai militi di guardia ad un ponte nei pressi di Piediripa, un fascista resta ucciso, un altro ferito. (una versione vuole nessun morto).

 

31 gennaio (lunedì) = sabotaggio della sottostazione di Genga da parte di componenti il gruppo Lupo e Piero (il tedesco Willy e PALOMBI Rolando in primo piano perché esperti di esplosivi).

Aerei alleati, della Raf, mitragliano, in località Campolungo (fraz. di Ascoli), l’autocorriera proveniente da Fermo, muoiono 19 persone: MASCITTI Giuseppina, TAVOLETTI Prassede, BALESTRA Amelia, BRODOLONI Giacomo, CISBANI Niovetta, D’AMICI Antonia, DEL BUFALO Gino, DE FELICE Grazio, LEONI Rosa, PATRIGNONI Benedetto, PIATTONI Franco, RIPANI Giovanni, TUDINI Maria Nazzarena, VENANZI Franco, di altre cinque persone non si hanno notizie anagrafiche.