Salvalai Ferdinando

Orciano, 24 dicembre 1922 – Massa Lombarda, 1° aprile 1944

La famiglia, originaria di Orciano, si era trasferita a Urbino. Salvalai frequenta la scuola media e studia fino al 1°anno del corso inferiore dell’Istituto magistrale prima di dedicarsi al lavoro di meccanico. Giuseppe Mari, il futuro comandante “Carlo” del 2° Battaglione della V Brigata Garibaldi “Pesaro”, che lo ebbe come allievo così lo ricorda: “Era un ragazzo di gradevole aspetto e carattere e sedeva nel banco davanti, dove di solito vengono messi gli alunni vivaci”. Come diversi adolescenti suoi amici anche per Salvalai la scelta antifascista matura istintivamente diventando in seguito più determinata e consapevole. Il 25 gennaio 1943 è chiamato alle armi e aggregato al Genio militare, di stanza a Belluno, in qualità di telegrafista, ma il 6 febbraio è trasferito a Genova al 222° Battaglione costiero. Sbandato dopo l’8 settembre, rientra a Urbino e nel dicembre del 1944 si unisce ai partigiani del Distaccamento “Picelli” sulle montagne del Catria e del Nerone dove incontrò il gruppo dei fanesi: Giannetto Dini, Sandro Giammattei, Gianni Pierpaoli, Valerio Volpini e Vincenzo Lombardozzi. Soprattutto con Dini il rapporto cameratesco diventò vera e propria amicizia, un legame che li accomunò anche nella tragica fine dopo la cattura avvenuta a Ca’ La Lagia, nei pressi di Urbino, il 19 marzo 1944. Condotti nella piazza della città subirono in pubblico le violenze dei fascisti prima di essere trasferiti nel carcere di Forlì dopo un breve passaggio nel carcere di Pesaro. È sempre Mari che ci ha lasciato un ricordo di quei momenti trovandosi in Urbino “mimetizzato” sotto il loggiato grande per incontri clandestini finalizzati all’organizzazione dell’afflusso di giovani verso i distaccamenti in montagna. “A un tratto – racconta – comparve, risalendo da Valbona, un autocarro con sopra Dini e Salvalai (…) Io non li vidi bene. Ma mi dissero che sembravano tranquilli e fieri”. A Forlì fu separato da Dini. Si rincontreranno solo la mattina del 1° aprile quando saranno condotti dai fascisti nel campo sportivo di Massa Lombarda per essere fucilati. Per la sua attività partigiana Salvalai è stato decorato con Medaglia d’argento al V.M. alla memoria. Il 15 settembre 1946 il Comune di Urbino gli ha dedicato un importante viale del centro storico. A Massa Lombarda lo stadio cittadino è intitolato a lui e a Giannetto Dini, così come una via.

Fonti: ASPU, Esercito Italiano, Distretto di Pesaro, Foglio matricolare di Salvalai Ferdinando,11667; ASAPU,01-8-11-b.139, fasc.11; Ibid. Massa Lombarda,01-5-2-85-b.90, fasc.85;  www.straginazifasciste.it, Episodio di Massa Lombarda del 1° aprile 1944 (Redattore Enrica Cavina).

Bibl.: C. Mancini, L’orologio in piazza. Urbino 1935-1946, QuattroVenti, Urbino 1992, pp.96-97; G.Mari, Ricordo di Salvalai, in “Memoria Viva”, 1/1992, p.27; E. Cavina, Massa Lombarda una città che resiste. Uomini e donne in lotta per le libertà democratiche Il Ponte Vecchio, Cesena 2005, pp.73-76.

(E. T.)